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(12-08-2009) - Agri, CRONACHE

Marsiconuovo: purché si tutelino ambiente e salute dei cittadini, poi il petrolio

Marsiconuovo torna ad essere territorio appetibile per le multinazionali del petrolio e il Comune acconsente purché si tutelino ambiente e salute dei cittadini. L’Eni ha presentato uno studio sulla possibilità di perforazione del Pozzo Pergola 1 in località San Vito e in risposta il Comune ha voluto inserire ulteriori garanzie. Queste sono state presentate in consiglio comunale e saranno sottoposte alla Regione il 28 agosto quando si dovrà arrivare ad un documento unico sintetizzando quelli dell’Eni e del Comune.

Non ci interessa dire si o no al petrolio  spiega il sindaco Domenico Vita ma sottolineare che qualsiasi azione da fare sul territorio deve rispettare ambiente e salute dei cittadini. Abbiamo dunque espresso alcune perplessità sullo studio dell’Eni circa le azioni da intraprendere per evitare impatti ambientali e sulla salute, coinvolgendo geologi ed esperti del Cnr e dell’associazione Area Sud.
Si chiede, tra le altre cose, che il nascente osservatorio ambientale di Marsico monitori sistematicamente la zona interessata e quelle limitrofe, che si controllino le tracce delle perforazioni, le falde acquifere, l’aria, il fango e che l’Eni trasmetta al Comune un piano di emergenza e di comunicazione efficace. Tutte misure prese a vantaggio della comunità, ma che quest’ultima insieme alla minoranza, non ha inteso come una forma di tutela del territorio bensì come una svendita dello stesso. Si reclamano informazioni dettagliate e coinvolgimento nelle decisioni.

A Pergola  dice un residente  sono giunte poche informazioni sul progetto, inoltre come comunità direttamente interessata vorremmo poter dire che a noi il petrolio non interessa perché ci sono troppe ricadute rispetto alle royalty che comunque non hanno effetti sui cittadini. La concessione in esame  dice Raffaele Votta, capogruppo Pd uscito dalla giunta  è quella più vicina alla c.da S. Vito a circa 700 dalle abitazioni. La preoccupazione della contrada è legittima e all’Eni bisogna chiedere come avverrà la programmazione, se il pozzo in caso fosse produttivo sarà subito utilizzato e da dove avverrà lo spostamento del greggio.

Per altri invece la discussione deve essere un’altra.La posizione del Comune  ammonisce Giovanni Votta, capogruppo minoranza non è chiara: bisogna dire se si è a favore o meno dei pozzi. Si tratta di decidere se vogliamo utilizzare il nostro territorio secondo il modo dell’Eni oppure dire che non si è favorevoli a ulteriori perforazioni perché fin’ora non ne abbiamo ricavato nulla. L’aspetto più critico è però quello ambientale. Si sta commettendo nuovamente l’errore di valutare l’effetto di un solo pozzosottolinea Antonio Bavusi della “Ola”.

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