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BARILLA. Risveglio all’italiana? NO, spot contro le risorse e le tradizioni lucane!

per noi ed i nostri ragazzi, meglio prodotti industriali o quelli tipici e genuini di "casa nostra"? Manfredelli, segretario del

secondo il progetto Barilla per riaffermare il senso e l’importanza dell’ italianità a tavola(a partire dal mattino), il cui Tour del Risveglio – Mulino Bianco a fatto tappa a Melfi, da venerdì 19 fino a domenica 21 maggio scorso, la famiglia lucana selezionata (di Matera) costituita da Michael Momoh e Katia Lotito con la figlia Francesca Momoh, dichiara: “al mattino la piccola Francesca si infila con noi nel lettone per fare il pieno di coccole, poi insieme facciamo colazione. Così le prime ore della giornata ci fanno sentire più uniti, sereni, completi.” meglio magari con una merendina del Mulino !!!

E’ molto grave che anche nelle cose che noi lucani dovremmo difendere di più, come le tradizioni nel campo dell’alimentazione e della qualità dei nostri prodotti tipici, si permetta a chiunque di dettare le proprie leggi, anche quando queste penalizzano la nostra economia e lo sviluppo delle nostre attività.

Nicola Manfredelli, segretario del movimento federalista “La Grande Lucania”, auspicando che nessun contributo pubblico sia stato riconosciuto all’iniziativa, contesta la tappa a Melfi del “Tour del Risveglio“, così come la Barilla ha chiamato quella che in sostanza è la campagna, pubblicitaria che informativa, finalizzata a promuovere i loro prodotti, in quanto essa fa leva su informazioni e modelli alimentari e comportamentali che, alla fine, si rivelano contro le nostre abitudini e contro la nostra economia.

Ciò non può star bene a chi ha a cuore le sorti della Lucania e, soprattutto, non dovrebbe star bene a chi ha la responsabilità pubblica, stando al governo delle istituzioni, di tutelare e difendere il nostro patrimonio culturale e produttivo.

Ovviamente in piazza a Melfi, così come è avvenuto in altre città italiane, c’era il solito Mulino, dentro il quale sono stati attirati in particolare i ragazzi, a cui è stato proposto “furbescamente” un mondo fatto di felicità e benessere, grazie al buonumore di un risveglio all’italiano con i prodotti della Barilla, della Lavazza, della Zuegg e perfino della Canon che ovviamente ha realizzato un reportage di immagini da far vedere, perché come si sa, anche l’occhio vuole la sua parte !

Balle! La verità è che, è tutto da dimostrare se la formula di queste società sia migliore di quella di una bella panella riempita con la ciambotta o con i formaggi e i salumi delle nostre zone, perché ciò che non spiegano e non vogliono raccontare queste società è, appunto, con quali materie prime sono fatte le loro ciambelle e i loro succhi, con quale grano e con quale frutta.
Perché non si utilizzano i prodotti del nostro territorio?

Ma se questa storia si ripete con troppa frequenza – afferma Manfredelli – bisogna dire che non è soltanto per colpa dei grandi gruppi imprenditoriali, che fanno ovviamente i loro interessi, ma anche per colpa di chi amministra e delle scelte politiche dei partiti, che appare chiaro, sono guidati soltanto dalla conquista del potere e basta.

Per questo, La Grande Lucania subito dopo le elezioni ha riconfermato la propria distanza dai partiti centralisti di destra, di sinistra e di centro, dichiarandosi pronta a portare avanti tutte le battaglie utili per la difesa degli interessi regionali, contro il malcostume politico e contro il saccheggio delle risorse territoriali.

Con grande coerenza e avendo le mani libere da qualsiasi condizionamento, ci batteremo con ogni mezzo – puntualizza Manfredelli – per ridare la Lucania ai Lucani e per ottenere il pieno rispetto di un popolo trattato come suddito dai grandi gruppi come la Total o la Barilla, o peggio ancora, dagli esponenti di quella sorta di partito trasversale accomunato dalla pratica del “lucanismo”, incapace di difendere le ragioni e il valore della lucanità, della libertà e della democrazia che, ancora una volta viene messa a rischio anche con il referendum di domenica e lunedì, per il quale è giusto non recarsi proprio alle urne, oppure votare per il no alla possibilità di assegnare a tavolino il potere assoluto anche al partito che ottiene soltanto il 20-25% dei consensi. Anzichè limitare il protagonismo dei cittadini, bisogna rafforzare, invece, il pluralismo e il confronto tra tutti i soggetti, a partire da chi, come La Grande Lucania, ha le mani libere dai condizionamenti politici ed economici che continuano a penalizzare il territorio e la popolazione lucana.

One Response to BARILLA. Risveglio all’italiana? NO, spot contro le risorse e le tradizioni lucane!

  1. MICHELE ROCCO Rispondi

    28 giugno 2009 il 00:17

    Sono figlio di lucani, abito nel Venezuela. Voglio dire que per quello che ho visto su internet le cosi dette royalti que le aziende que estraggono il petrolio in Basilicata pagano alla regione sono del sette per cento,le piú basse del mondo. Con l’ arrivo del federalismo in Italia, sarebbe giusto e opportuno che i dirigenti e i parlamentari della regione chiedessero alle aziende que estraggono il petrolio di raddoppiare le royalti, per adeguarle agli standard internazionali e in questo modo migliorare l’ economia della regione e di conseguenza aumentare il tenore di vita dei lucani.

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