Ai piedi della bara di Antonio Mario Tamburro – il rettore dell’Universita’ della Basilicata, morto ieri dopo una breve malattia – ci sono il tocco e la toga, simboli istituzionali di un Ateneo che si stringe intorno al ‘Magnifico’ nella camera ardente allestita stamani, a Potenza, nell’aula magna del polo universitario del Francioso: intorno al feretro tanti studenti, l’anima accademica, che porge l’ultimo saluto ‘a chi per anni si e’ speso per loro’.
L’attivita’ didattica e’ sospesa fino alle ore 14 di domani: i funerali di Tamburro sono previsti alle ore 11, con un’orazione funebre all’interno dell’aula magna e, probabilmente, la cerimonia in una chiesa a pochi passi dalla struttura.
In mattinata in tanti hanno raggiunto la camera ardente, dai docenti al personale amministrativo dell’universita’, fino alle autorita’ militari e civili lucane. Dietro la bara, i quattro gonfaloni (Regione, Provincia, Comune e Ateneo) listati a lutto.
Tutti dicono che di Tamburro si ‘sentira’ la mancanza, nelle aule e nei corridoi’, spiegano alcuni studenti, ma soprattutto ‘un gentiluomo che manchera’ a questa regione, e ce ne renderemo conto – bisbigliano altri all’ingresso del polo universitario – gia’ da domani’.
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24 giugno 2009 alle 16:34
scusate, ma che intendete dire per gentiluomo?