Marinagri: villaggio da sogno con scenario da incubo

sondaggi — di webmaster il maggio 26, 2009 alle 14:54

Marinagri è il nome di una società, finanziata con 26 milioni di euro di soldi pubblici a fondo perduto. Marinagri è il nome di un progetto, di un villaggio lagunare, di un sogno che giace immobile da oltre un anno lungo la costa jonica fra Scanzano e Policoro. Marinagri è la residenza estiva di chi può permettersi una “12 metri” (o anche di più) ed ha piacere di attraccarla all’uscio di casa. Marinagri è il miraggio di un posto di lavoro in Basilicata dove per 78 “posti” concorrono trentamila diplomati e laureati suscitando meraviglia perché se ne prevedevano di più. Marinagri sono mille contraddizioni tutte impastate di cemento, dolori, speranze e gravissime ipotesi di reato. I terreni su cui si vuole realizzare l’investimento sono stati acquisiti mediante atti d’acquisto, alcuni dei quali contengono dichiarazioni e attestazioni che la guardia di finanza considera inveritiere. Altre proprietà fondiarie sono state espropriate e concesse agli imprenditori-azionisti per realizzarvi una industria d’inscatolamento di prodotti ittici. Altri suoli, infine, sono semplicemente afferenti al Demanio Inalienabile dello Stato che, nella fattispecie, tanto inalienabile pare poi non essere. Infine, una parte ulteriore, sarebbe stata acquisita in quanto emersa dalle acque del fiume Agri dopo un’alluvione che ne cambiò il corso. I confinanti, secondo una Legge all’epoca vigente, ne avevano diritto. Ma, anche qui, dicono i finanzieri e sette o otto magistrati, quando arrivò la fatidica piena il patron Vincenzo Vitale e le sue proprietà non confinavano affatto. Poi, come se non bastassero le grane, vien fuori che il “villaggio” sorge nell’alveo di piena del fiume (Agri), proprio nella foce e, come dicono i tecnici della materia, lo sanno anche i sassi che alla foce di un fiume è severamente vietato costruire. Tant’è vero che l’Autorità di Bacino della Regione Basilicata redige un piano che comprende l’area della “città lagunare” fra le aree a rischio inondazione. Prima ancora che il Piano venga pubblicato, Vitale spedisce un telegramma al Governatore “Rosso”, al secolo arch. Filippo Bubbico che regge la Giunta Regionale. Il tono è perentorio, non bisogna pubblicare il “Piano” perché così facendo svanisce il finanziamento dei 26 milioni di euro. Macché, troppo tardi per evitare la temuta pubblicazione. Ma Bubbico è un politico sensibile, in poco meno di due mesi l’area inondabile viene modificata. Al posto del classico “trapezio” con la base maggiore verso il mare, osservabile in tutti (dico tutti) i piani delle autorità di bacino italiane quando si tratta di fiumi, l’area inondabile alla foce dell’Agri presenta una peculiarità. V’è ricavata, quasi ritagliata, una superficie assolutamente non raggiungibile dalle acque, una sorta di zattera a forma di ferro di cavallo. E sulla zattera chi c’è? Marinagri. Così accade che vengano concessi, oltre ai milioni di cui innanzi, anche tutti i permessi e le autorizzazioni del caso. Salvo poi scoprire che la Guardia di Finanza scrive di aziende “vicine” alla famiglia Bubbico fra i fornitori di Marinagri. Salvo poi leggere di un contributo di Vitale alla campagna elettorale di Bubbico. Salvo poi accertare che il funzionario ministeriale addetto alla liquidazione dei finanziamenti pubblici ha stipulato un preliminare per il successivo acquisto della villa a Marinagri. Tutto regolare, ottimo il prezzo: la metà di quello riservato ai molti acquirenti che non lavorano presso cotanto ministero. Poi arriva un magistrato che non ha interesse ad acquistare una villa al mare, diversamente al Procuratore Capo della Procura di Matera, Dr. Giuseppe Chieco. Nasce così uno dei filoni più consistenti dell’inchiesta “Toghe Lucane” che ha portato al sequestro del cantiere di Marinagri, convalidato da tutti i gradi di giudizio, sino alla Suprema Corte di Cassazione. Per Marinagri sono scesi in campo molti politici locali ed anche alcuni parlamentari. La tesi è semplice: “tutta la colpa è del Dr. Luigi De Magistris”. Degli altri, dei politici regionali che hanno permesso uno scempio naturalistico, urbanistico e finanziario, nulla. Dei magistrati che hanno archiviato, nonostante le perizie contrarie dei loro stessi consulenti, niente. Delle appropriazioni dei terreni demaniali non si parla.

(di Filippo de Lubac)

Giornalelucano

Tags: , , , ,

    8 Commenti

  • tiziana scrive:

    carissimi maz e peppe Marinagri e’ stata dissequestrata !!!
    Da oggi per voi comincera’ lo sviluppo.Molti giovani troveranno occupazione e molti turisti verranno a visitare questo ecoresort SPLENDIDO!!!
    Non solo mi ero informata sulla societa’ ma anche su De Magistris
    ribattezzato,non a torto ,Gigetto o’ flop .Cari saluti Tiziana

  • Stefania scrive:

    ma fatela finita, non avete capito nulla! secondo me, Vitale è vittima di una congiura, una zozza ma furba mossa dei potenti d’Italia: confiscare i terreni e farci una bella centrale nucleare, visto che la vicina Scanzano è ritenuta idonea per la costruzione di depositi di scorie; il posto, con la vicinanza di grandi disponibilità di acqua marina (che servirebbe per raffreddare i reattori) e di acqua dolce (che favorirebbe altri processi delle centrali nucleari) è perfetto, oltre che vicino al deposito scorie. Amici lucani, qui bisogna dare la caccia al vero lupo….e mi avete capito…. E poi se qualche illecito c’è: ma quanti ce ne sono stati in Italia? mica uno, ma alla fine hanno sempre costruito (certo se c’è qualcosa di illegale a marinagri bisogna riportalo alla legalità) e perchè dopo tanti anni si sono resi conto che le cose non andavano per Marinagri? Non è forse davvero buona e grande la torta che qualcuno aspetta di mangiare eliminando Marinagri? é meglio una cittadella sull’acqua o una cittadella sottoterra? Tanto il problema è solo della povera gente lucana, e soprattutto dei giovani costretti ad emigrare al nord dove non solo spendono tutto quello che guadagnano ma non sono manco rispettati come persone. Vogliamo continuare a partire, a farci chiamare ignoranti da chi lo è più di noi (perchè i soldi, le fabbriche, non danno la cultura,l’accoglienza e l’ospitalità che noi abbiamo…e tante altre cose)oppure vogliamo imboccarci le maniche e progettare il nostro futuro? creare lavoro? insomma, non ci facciamo togliere la “terra”, i sogni e la speranza in un futuro migliore. Stefania.

  • Lucano scrive:

    ma quale ecocompatibile! una gigantesca colata di cemento,su quella che era una delle aree umide più belle che avevamo a policoro,ricch di vita e biodiversità.Secondo me il problema non è il progetto turistico in se, ma il modo in cui viene costruito,i materiali utilizzati,la posizione.Ad ogni modo rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto,il mio pensiero và soprattutto ai ragazzi che ci lavoravano perchè so cosa vuol dire stare a policoro senza un lavoro.

  • salvatore scrive:

    Spero che questa gente che scrive questi articoli emigrino in CINA e lì capiranno cosa significa scrivere sciocchezze del genere.

  • maz scrive:

    Carissima sig.ra delle Marche scantati un attimo cara, al sud non è tutto abusivo e poi… magari l’abusivismo vogliamo inziarlo a combattere per rendere vivibile il nostro sud dopo essere stati 10 anni al Nord capiamo gli errori perchè continuare a farli? perchè i vecchi signori continuano a fare i prepotenti sulla terra che credono solo loro… mi chiedo perchè non fare le cose in regola dall’inizio.

  • peppe scrive:

    Vabbe’…prima di comprare immobili “a rischio” informatevi un po’ prima…informatevi se e’ legale, informatevi se si puo’ inondare…informatevi su chi e’ il titolare e chi i soci….e poi comprate!!!…con chi ve la prendete cari acqurienti di Marinagri?….c’e’ gente che lavora una vita per vivere modestamente…qui invece c’e’ gente che vuol arricchirsi con un colpaccio, peccato questa volta e’ andata male!

  • Pino scrive:

    Ma chi si nasconde dietro questo nome Filippo de Lubac ?
    Io ho un sospetto – riconosco gli argomenti sempre gli stessi e spesso fallaci – spero proprio di essere smentito

    Ma quando finiranno di scrivere queste stupidaggini, compresi i terreni demaniali che demaniali lo erano 25 anni fa ?
    Che disastro -

  • tiziana scrive:

    Sono un’acquirente di Marinagri.Ho acquistato questa casa al mare con la liquidazione(integrata da un prestito)ottenuta dopo 35 anni di onesto lavoro.Non ho la barca ma spero di acquistarla( non + di 8 mt costo 20-30000 euro).Il mio appartamento,sito nel “ferro di cavallo “di cui lei parla e’ a 3 km dalla foce dell’Agri(come tutti gli altri).Mi chiedo ,visto che a Fano ,dove abito ,hanno costruito a 200 mt dalla foce del Metauro (un po’ + grande dell’Agri)e non c’e’ mai stata esondazione di cui si abbia memoria ( basta fare gli argini!)che esondazione dovrebbe avere un fiume per 3km di raggio?
    forse quelle del Rio delle Amazzoni?
    In risposta allo scempio naturalistico: per una volta che nel Sud di Italia( io provengo dalla NORDICA,”CIVILISSIMA”,ROSSA regione delle Marche)viene costruito un villaggio cosi’ bello che dai detrattori e’ stato definito un mix tra Venezia e Porto Cervo e che quelli come lei vorrebbero abbattere,mi chiedo: ma cosa lascereste in piedi se il “costruito” degli ultimi 50 anni nel Meridione e’ quasi totalmente abusivo, a ridosso di spiagge e siti archeologici,sulla cinta muraria di castelli e ville d’epoca,con i piloni di cemento sporgenti in attesa di un figlio che in un Sud cosi’ degratato non tornera’forse piu’?
    Chi ha sbagliato deve pagare ,ma non gli acquirenti onesti ne’ i lavoratori che in Basilicata non hanno altre risorse (quasi 1000 persone)!
    Non dimentichiamo che molti dei fondi della Comunita’ Europea assegnati all’Italia tornano al mittente per mancanza di progetti , ,questo Ecoresort ,splendidamente integrato nella natura circostante senza abbattere un albero era in precedenza una pescicultura dismessa che turisticamente non richiamava nessuno,oggi si’,io sono una di quelli che ogni anno porta un po’di danaro in questi luoghi che non furono visitati neanche da Cristo.

Lascia un commento

Trackbacks

Lascia un Trackback