Sono stati duemila, da aprile a giugno scorsi, a Matera, i visitatori della ‘Cripta del Peccato Originale’, nota come la ‘Cappella Sistina’ del rupestre per la presenza di un ciclo pittorico di pregevole fattura. Il dato e’ stato reso noto dalla societa’ Artezeta, che cura il servizio guide alla Cripta e al Musma.
Le visite alla Cripta sono concentrate in prevalenza in due periodi dell’anno a conferma della tendenza del turismo stagionale che registra il maggior numero di visitatori nel periodo legato a Pasqua e alle festivita’ del 25 aprile e 1 maggio, fino a stabilizzarsi nei mesi successivi. Il pubblico della Cripta e’ per l’80 per cento costituito da italiani, il resto da turisti provenienti dal nord Europa, dagli Stati Uniti e dall’Australia. La Cripta del Peccato Originale, restaurata con risorse della Fondazione Zetema e della Fondazione Cariplo, e’ ubicata nella gravina di Picciano e rappresenta una delle tappe obbligate per quanti vogliano ammirare uno dei simboli piu’ interessanti dell’arte rupestre e un intervento esemplare di restauro. Sulle pareti interne e’ raffigurato un ciclo di affreschi eseguiti intorno al nono secolo dopo Cristo da un artista, noto come il ‘pittore dei fiori di Matera’: le pitture raffigurano immagini della Creazione, sul Cristo Redentore, Santi e Madonne col Bambino.
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