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23 NOVEMBRE 2006 - Settimana dell’Amicizia organizzata dell’associazione italo-cinese. Saverio Calia, tra gli imprenditori materani che nel 2004 aprì una linea produttiva di divani in Cina, afferma: “La nostra azienda che conta 200 dipendenti, ora inizia a dare i propri frutti”. Nel corso della stessa, Enzo Santochirico, a quei tempi della Commissione regionale attività produttive, afferma: “La Regione sostiene il sistema imprenditoriale italiano che investe in Cina” dove poi andò a spese della Regione - ovvero “nostre” - per inaugurare uno stabilimento che sottrae manodopera, alla Basilicata e alla Puglia.
09 MAGGIO 2008 - presentata ai giornalisti l’idea di una task force che raggruppa i 6 più grandi salottifici della zona, (Natuzzi, Nicoletti, Calìa, Incanto, Soft Line, Chateau d’ Ax valgono l’ 80% del fatturato complessivo). Secondo Francesco Basile del Gruppo Natuzzi le iniziative messe in campo con la Task Force dovranno essere recepite (e finanziate) “perché l’imprenditore che opera nel settore ha investito ed ha portato il made in Basilicata nel mondo” (!)
Andrebbero invece rispettati (e tutelati) gli imprenditori che rischiano in proprio, con le loro risorse e che invece di delocalizzare le aziende all’estero difendono i marchi di qualità e riconosciuti, propri e del “Made in Italy”. Hanno preferito restare in Italia, nei luoghi originari operando con una certa sobrietà, evitando temerari investimenti altrove. Questo è avvenuto in altre affermate realtà, dove i “veri” imprenditori alla fine hanno vinto allargando i propri orizzonti. Callegaris, in barba alla crisi Usa ha appena aperto un terzo megastore a Philadelphia, spinto da un fatturato cresciuto senza sosta fino a 150 milioni. Dinamismo, che vale anche per l’ area di Pordenone, il distretto di Livenza, il design in Brianza, le cucine a Pesaro ed il divano imbottito a Forlì. Non ci si salva solo con l’export, bisogna recuperare le quote di mercato in Italia. Per Carlo Molteni, ci sono due variabili da seguire per la ripresa e rendere competitivo il territorio. Una è la voglia delle imprese, l’ altra è il pubblico (ovvero la politica) per la realizzazione di infrastrutture. In Basilicata invece, la politica industriale delle diverse Giunte Regionali cosa ha prodotto? Chiusure, delocalizzazioni, licenziamenti. Insomma veri e propri disastri e nonostante la Regione risulti terza tra quelle del Sud per l’utilizzazione dei fondi strutturali europei 2000/2006. (questi soldi, come vengono spesi?)
Non è il fallimento solo delle imprese (hanno fatto il loro mestiere) ma della intera classe politica lucana, di tutti gli schieramenti. Neanche si vergognano per tanto spreco, per la incapacità e per una sostanziale mancanza di attitudine. Se la Regione fosse una impresa privata, in coscienza, i politici si sarebbero tutti dimessi e non avrebbero più il coraggio di ripresentarsi. Invece se ne andranno solo se cacciati tant’è che restano avvinghiati, sul tavolo delle spartizioni, delle poltrone, degli affidamenti delle consulenze, degli incarichi e per non uscire dalle grazie dei 6 imprenditori, troveranno il modo per continuare a finanziarle pubblicamente, incuranti anche della concorrenza sleale causata alle altre aziende del mobile imbottito.
Poiché però, la maggior parte degli imprenditori lucani soffre la crisi, spesso con disperazione, un consiglio/invito: costituite tante “task force” e bussate….dovranno rispondere anche a Voi!!!
Solo nel mezzogiorno il mobile imbottito non cresce. L’industria del sistema legno-arredamento in Italia tiene. Il fatturato alla produzione 2007 è in crescita del 4,5% sul 2006. Il consumo interno cresce del 4%, corrono sia le esportazioni (+8,4%) che le importazioni (+9,6%). Il macro settore arredamento, è fortemente orientamento ai mercati esteri (+ 3,9%). I produttori di cucine e sedie, mobili per la casa, i negozi e l’ufficio e gli imbottiti, come materassi e divani, destinano all’estero circa la metà (49%).
Il mondo del legno-arredamento, oggi in Italia dà lavoro ad oltre 77mila aziende, con oltre 410mila addetti. Le imprese solo dell’arredamento sono circa 34mila, in discesa del 2,6% rispetto al 2006. Gli addetti invece aumentano dello 0,3%: segno che il comparto è sulla strada del progressivo consolidamento.
L’imbottito (-1,1%, a 2,9 miliardi di euro) che ha visto perdere anche il 3% delle imprese, localizzate soprattutto nell’area sud. Ottima invece la crescita delle aziende produttrici di mobili, per cucina (+ 7,8%) e per l’ufficio (+ 12,8%).

Pasquale Natuzzi ha dichiarato di essere in seria difficoltà. Addirittura percepirebbe solo un comune stipendio. Intanto, però, il suo veliero in legno pregiato da 12 milioni di euro ormeggia presso il porto turistico di Marinagri di cui fa parte con le figlie, tramite la società Natuzzi Case srl, con un capitale investito superiore ai 3 milioni di euro.
Diventa difficile pensare ed ancor di più credere che certi imprenditori siano in una condizione patrimoniale tale da non poter far fronte alle difficoltà delle proprie aziende, senza dover avere assoluto bisogno di soldi pubblici.
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