Quando il debito ti “usura”
approfondimenti — By dm on febbraio 29, 2008 at 19:45La Fondazione Antiusura “Interesse Uomo”, il 25 febbraio ha presentato una interessantissima Relazione sulle attività di prevenzione e di contrasto all’usura svolte nel 2007 nel territorio della provincia di Potenza.
“Ancora tanti, troppi, a dire il vero, continuano a negare l’esistenza di questa piaga in Basilicata, e in modo particolare nella provincia di Potenza. Troppe letture superficiali, troppe analisi rassicuranti, e a volte anche non pochi osservatori con uno scarso contatto con la strada e con la vita reale di tanta gente: negli anni ci siamo andati così convincendo che quella lista (così abbiamo iniziato a chiamarla) è il miglior servizio che possiamo rendere nella lotta all’usura; in un certo senso quello più efficace perchè quello che ci permette di uscire da queste ambiguità e dai tanti dubbi, e finalmente di dare a questa piaga, nella provincia di Potenza, dei contorni certi”. In tutto 259 storie di usura o presunta tale, a delinearci i contorni inquietanti di un fenomeno silenzioso, nascosto, camuffato.
Abbiamo ancora negli occhi la storia di un commerciante che a metà degli anni novanta a causa di enormi
difficoltà economiche si rivolge ad amici (campani) di amici (lucani) che in poco tempo lo portano sull’orlo del baratro; a quel punto gli viene fatta una sostanziosa offerta economica per evitare la messa all’asta dei suoi beni, accompagnata dalla proposta di restare come semplice dipendente nella propria attività nella cui gestione però sarebbero dovuti intervenire gli amici campani. Da quel momento in poi lui non si sarebbe più dovuto interessare dell’aspetto finanziario dell’attività e avrebbe dovuto pensare solo alla commercializzazione. Non ha mai voluto presentare denuncia, né incontrare anche solo informalmente chi negli ambienti investigativi avrebbe potuto aiutarlo ad uscirne fuori. Doveva versare contributi per ottenere la pensione, ma era senza soldi; perciò si rivolse a noi.
Chissà se anche in questo lo hanno aiutato gli amici campani. Ricordiamo ancora l’espressione impaurita di un altro commerciante che non riusciva a pagare gli enormi interessi di quel maledetto prestito chiesto ad una banda di usurai di fuori regione alla quale però era stato inviato da amici del suo paese. Di notte arrivarono con un furgone e gli svaligiarono il negozio non senza avergli prima mostrato che loro conoscevano tutta la sua famiglia e che quindi la cosa non si fermava lì. Non fu facile accompagnarlo alla denuncia ma quando decise di farlo dinanzi alle forze dell’ordine parlò ininterrottamente per dodici ore in uno dei nostri centri d’ascolto dalle quattro di pomeriggio alle quattro del mattino seguente. C’è poi quell’impiegato statale di Potenza che grazie ad una vita di sacrifici riesce a realizzare il sogno di farsi una casa tutta sua, ma deve fare gli ultimi sforzi, e soldi per completare il lavoro non ne ha più. Gli presentano allora chi potrebbe aiutarlo con un buon prestito anche se però con interessi abbastanza alti. A lui però non interessa, l’importante è realizzare il sogno. Andando avanti però i soldi da restituire non bastano mai, il debito sembra infinito, finché non si trova costretto, per saldare ogni cosa, a regalare proprio la casa che sta costruendo. La vende per 70.000,00 euro, mentre il valore era di 700.000 euro. Ma forse una delle storie più delicate che abbiamo incontrato è quella di un imprenditore che per evitare di essere protestato si fa prestare, da quello che lui chiama chiaro e tondo un usuraio, circa 15.000,00 euro dando in garanzia assegni per un totale di 33.000,00 euro. Li conosce bene lui gli usurai perché ne ebbe bisogno già all’inizio degli anni ’90.
Quella volta gli interessi che fu costretto a pagare furono ancora più esorbitanti fino a quando si stancò e andò a denunciarli. Erano e sono tutti nomi noti a Potenza e dintorni, nomi che tante altre volte abbiamo ascoltato in altre storie. Difficile pensare ad una storia inventata.
Il meccanismo che ci racconta e la rete che ci descrive è così dettagliata che se fosse tutto falso dovremmo pensare non solo di trovarci dinanzi ad un abile attore ma anche dinanzi ad un gruppo ben nutrito di attori visto che quei nomi già li conosciamo. Di denuncia non ne vuol sentir parlare. Lo fece già all’epoca ma la reazione dei suoi carnefici fu terribile: lo picchiarono fino al punto di fargli ritrattare tutto, e ancora oggi si chiede come fecero a saperlo nel giro di neanche quarantotto ore… La verità, dunque, è che non si fida più di nessuno.
L’unica vera arma in grado di sconfiggere l’usura resta quindi la denuncia, non ci sono alternative nè altre strategie, a patto però che da un lato le vittime ne prendano coscienza e lo facciano in tempi brevi, quando cioè non è poi troppo tardi, e dall’altro lato ne prendano coscienza le Istituzioni considerando la complessità e la mutevolezza di un fenomeno di per sè silente e nascosto e la difficoltà che le persone hanno nel denunciare. Perchè non accada che l’immersione venga interpretata come assenza, e la mancanza di denunce come mancanza di un problema. In quel caso, a vincere sarà solo e sempre l’usura.
Come sta accadendo in Basilicata.
[Fondazione Antiusura “Interesse Uomo”]
Una storia di ordinaria disperazione
Testo integrale di una lettera pervenuta alla Fondazione Antiusura Provincia di Potenza con la quale un cittadino della nostra provincia chiede aiuto in una situazione che dire al limite della disperazione e sulla soglia della povertà, è dire poco. È una storia come altre, purtroppo come tante altre. Una storia dove l’ intrecciarsi di più fattori ci aiuta quantomeno a non generalizzare mai sulle motivazioni del sovrindebitamento delle nostre famiglie: sempre più nel baratro del debito per responsabilità non proprie ma di un Sistema socio-economico sempre più iniquo ed ingiusto.
“Dichiaro di essere capo di famiglia di una famiglia composta da me, mia moglie e due bambini … Di essere l’unica fonte di reddito, di non avere alcuna proprietà né patrimonio. Io ho sempre lavorato, prima a …. (dove risiedevo) e dal 1995 presso il …. Attualmente la mia situazione economica è diventata insostenibile e non riesco più a far fronte al fabbisogno familiare. Purtroppo non ho la possibilità di rivolgermi a parenti o ai genitori, infatti mia madre è deceduta nel … e mio padre nel … (entrambi giovani e entrambi colpiti da terribili tumori letali dopo una lunga malattia!). I miei genitori risiedevano a … e in quel periodo non essendo ancora in età da pensione e non lavorando mi sono fatto carico anche di aiutare loro facendo la spola tra … e …, considerato che in questo stesso periodo i miei figli erano neonati o comunque stavano per nascere, per cui avevano bisogno di pannolini, latte e tutto quello che occorre per crescere i figli. Insomma ho iniziato ad indebitarmi con le banche per far fronte ai numerosi viaggi e per mantenere la mia famiglia e dare una mano a mamma e papà che non navigavano in buone acque. Vi lascio immaginare la mia condizione psicologica oltre a quella economica (negli stessi giorni … mia madre stava morendo e mia figlia … veniva al mondo e io non sapevo come dividermi tra … e …). Ho continuato a tirare avanti la famiglia ma certamente ero sempre in difficoltà, nel corso degli anni sono dovuto ricorrere a diversi aiuti finanziari (prestiti e affidamento) da parte della Banca … dove prima avevo il conto corrente.
Nel frattempo in questo periodo in buona fede ho messo una firma per l’acquisto di un auto che doveva pagare un parente molto stretto, che ha pagato in parte e che poi ha “pensato bene” di non pagare più. Cosi mi sono ritrovato con continue lettere di diffida da parte della … finanziaria che doveva recuperare un debito di circa €. 3.000,00 nei miei confronti. Io per prevenire di avere procedimenti legali nei miei confronti e che agissero in maniera esecutiva, mi sono dapprima rivolto alla Banca … per poter estinguere il debito con …, ma non mi hanno accordato un prestito e siccome ero allora segnalato come protestato per un bene che sulla carta era mio ma di cui in realtà io non avevo mai avuto il possesso! In definitiva sono andato alla Banca di … e mi hanno detto che mi avrebbero accordato il prestito, pur se protestato, solo a condizione che io accreditassi il mio stipendio presso di loro e che chiudessi il conto alla Banca … Così ho fatto un prestito di €. 15.000 da restituire in 7 anni con rate mensili di circa 250,00 €. Massima parte di questo denaro è stato utilizzato per estinguere il finanziamento che avevo con la Banca … e la restante parte per chiudere finalmente la pratica della finanziaria.
Finalmente dopo tante vicissitudini negative arriva una buona notizia, nel 2006 mi è stata assegnata un alloggio di edilizia popolare in …, dopo diversi anni che avevo fatto la domanda. L’alloggio non era di costruzione recente (anni 60) e quindi andava un po’ sistemato e rimesso in sesto. Ho preso quindi un finanziamento di €. 5.000,00 circa, alla … che sono stati utilizzati per fare l’impianto di riscaldamento (termosifoni e caldaia) di cui l’alloggio era privo e per ristrutturare il bagno che era a pezzi e cadente (l’alloggio era disabitato da decenni). Prima di prendere in assegnazione questo alloggio ho abitato con mia moglie e i miei bambini per circa un anno da mia nonna. Infatti l’appartamento dove prima abitavo serviva alla proprietaria di casa e, nonostante in otto anni non avevo mai saltato un pagamento (di cui conservo tutte le ricevute), la signora mi ha fatto lo sfratto.

Questo alloggio (con contratto regolarmente registrato) era molto piccolo, aveva solo una camera, un piccolo soggiorno e un cucinino. Così, nell’attesa che mi assegnassero l’alloggio popolare, ho dovuto prendere i miei mobili, smontarli e riporli in un locale, tutto questo capitava nel 2006. Quando sono andato a prenderli per rimontarli li ho trovati, a distanza di un anno circa, pieni di muffa e deformati per l’eccessiva umidità e malsana condizione di quel locale dove erano stipati. A questo punto, visto che servivano anche le camerette per i bambini (che fino ad allora dormivano ancora con noi) abbiamo deciso, anche per cause di forza maggiore (non avevamo più le possibilità di rimontare i vecchi mobili) di acquistare dei nuovi mobili. Così ci siamo rivolti ad un mobilificio che ha come finanziaria la …. Abbiamo fatto un prestito circa di 18.000 € con rate di €. 320 al mese. Allora percepivo stipendi di circa 1.600,00 € e facevo anche diverse ore di straordinario per cui in quel momento pensavo di riuscire a farcela. Poi, nel luglio 2007, ho avuto la sorpresa in busta paga del pignoramento di 1/5 dello stipendio da parte della Sem (Equitalia) per un totale di circa 3.000,00 €. Questa somma è dovuta principalmente a bolli auto e i relativi interessi per un autovettura che io ingenuamente consegnai a un demolitore, il quale non ha mai fatto la cancellazione della targa, e quindi è sempre risultata in circolazione, il mio errore è stato non accertarmi che la cessazione della vettura fosse realmente avvenuta.
Insomma mi sono trovato a luglio 2007 con una tegola di circa 300 € al mese per i futuri 10 mesi in meno sul mio stipendio. Allora, per cercare di sopperire a questo grave disagio economico mi sono rivolto ancora una volta alla finanziaria a Potenza facendo aumentare il prestito da 18.000 € a circa 25.000 €. con rate da circa 400,00 € al mese per 7 anni, queste per poter sopravvivere nei mesi a venire visto che ormai lo stipendio non c’era più! Oltre a tutto questo ad ottobre 2007 mi sono ammalato e sono stato ricoverato prima all’ospedale di… e poi, dopo circa dieci giorni di degenza trasferito d’urgenza all’ospedale di … Qui dopo numerosi giorni di ricovero, analisi cliniche e con non poche sofferenze fisiche, mi è stata diagnosticata una … attiva in fase acuta, malattia rara che colpisce i polmoni, gli arti e potenzialmente potrebbe colpire anche altri organi. Tale malattia necessità di un lungo trattamento con terapia cortisonica e continui controlli clinici che sono tutti a mio carico e non sono esenti da ticket! Per fortuna è una malattia benigna e con il tempo di sei/nove mesi dovrebbe regredire totalmente. Da ottobre non sto lavorando (quindi lo stipendio è quello base cioè senza straordinari) e a breve mi verrà dimezzato, perché la legge dice che dopo 120 giorni di malattia (negli ultimi 3 anni) al 121 giorno lo stipendio diventa al 50%.
Oggi a Gennaio 2008 non riesco più a sostenere questa situazione debitoria … Praticamente dal mio stipendio attuale non rimane proprio nulla e figuriamoci poi fra poco che si dimezzerà! E in più, come se non bastasse, devo anche pagarmi tutte le analisi cliniche e i controlli ambulatoriali per monitorare la malattia che non mi danno la possibilità di lavorare e fare straordinari per il momento. Poi devo anche recarmi a … in un centro ospedaliero pneumologico … per chiarire la mia malattia perché sono positivo anche al test della turbecolosi (il che non è compatibile con la malattia che ho io), quindi la terapia prevede contemporaneamente massicce dosi di cortisone e antitubercolare che tra l’altro è molto tossico per il fegato e ogni venti giorni devo fare esami del sangue per controllare la funzionalità epatica.
Sono al collasso vero e proprio, infatti per poter mangiare c’è un negozio di alimentari che qui a … mi sta facendo credito (sono già a più di mille euro di debiti), non riesco più a pagare le bollette di gas, enel etc. gia scadute da tempo ed ho già tre affitti arretrati da pagare, cosa devo fare? La strada sta diventando un tunnel buio senza via di uscita, devo ricorrere a prendere altre carte di credito e indebitarmi ulteriormente e visto che sarebbe solo un tamponare la situazione, mi chiedo se ne vale la pena, ma quando non hai che dare da mangiare ai tuoi figli, non può pensarle tutte, anche di rivolgermi a qualche altra figura che presta i soldi ma poi che può succedere? Vi prego, io vi chiedo di aiutarmi a farmi uscire da questo vicolo senza uscita perché oggi non so proprio come fare, mi sono anche rivolto al parroco di … per poter fare la spesa! Non appena terminata e superata questa malattia tornerò a lavorare come ho sempre fatto nel corso degli anni ma ora ho bisogno di aiuto!…


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