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(18-01-2008) - POTENZA città, primo piano -

Quando 12×3 non fa 36, ma degrado

Già 6 anni fa, nel 2002, la Città capitale (con deliberazione C.C. n. 175), ha provveduto a vietare l’esposizione di mezzi pubblicitari superiori a 12 mq.(6×3). Il Comune di Roma  con questo provvedimento poi deliberato anche da tanti altri in Italia, ha inteso eliminare i pannelli 6×3 (i cosiddetti Poster), emblema stesso del degrado pubblicitario, per passare ai meno invasivi 4×3.
E a Potenza, città dove il Sindaco “investe” (giustamente) in eventi culturali, cosa accade? Tante stranezze e la installazione degli ancora più mastodontici 12×3 !!!

5 domande, all’ assessore Filippo GESUALDI (Attività Produttive, Commercio, Turismo, New Economy, Pubblicità) ed al dirigente Giancarlo GRANO (Ambiente- Energia-Qualità Urbana)

1. indagine sul territorio
gli inserzionisti lamentano una situazione di oligopolio ritenendo, (ma già noi possiamo anticipare “a torto”) che gli impianti per le affissioni di “grande formato(6×3 e 12×3)”, siano in mano a 2/3 aziende pubblicitarie.
R. (arch. Grano) : Occorre premettere che il Regolamento Comunale per la Pubblicità e gli Impianti Pubblicitari (derivante dalla legge 507/1993) fissa, al momento, in un massimo di 3.000 metri quadrati le superfici per gli impianti affissionistici di grande formato, che tecnicamente vengono chiamati “poster” o “megaposter”.
Di questa superficie, una quota di 2.000 metri quadrati (pari a poco più di 100 impianti) viene riservata dal Regolamento alle ditte private espressamente operanti nel settore affissionistico. La restante parte di 1.000 metri quadrati, corrispondente a circa 50 impianti, rientra nella diretta disponibilità del Comune di Potenza, o della Concessionaria comunale per la Pubblicità.
I 2.000 metri quadrati riservati alle ditte private risultano al momento variamente ripartiti tra una decina soggetti, tutti regolarmente muniti di Autorizzazione comunale i quali si sono assoggettati a tutte le condizioni e le modalità prescritte dal Regolamento. Non vedo quindi come si possa parlare di oligopolio, dal momento che il Regolamento stabilisce un limite alla espansione di singole società. In ogni caso con la prossima approvazione del Piano Regolatore degli Impianti pubblicitari sarà certamente autorizzato un ampliamento delle superfici affissionistiche, creando nuove possibilità agli interessati.Sicurezza stradale? Ai \

2. risultati economici
indicativamemte, quali dovrebbero essere nel 2007 le entrate comunali inerenti il Servizio Affissioni e Pubblicità ?
R. (arch. Grano) : Per ogni impianto del tipo a poster autorizzato alle ditte private, il Comune ricava due tipi di introiti: anzitutto il cosiddetto Contributo di Miglioria pari a € 310,00 all’anno per ogni impianto (introito che dal 2008 sarà elevato a circa € 360 all’anno); e poi l’I.C.P. o Imposta Comunale per la Pubblicità, la quale è variabile da 46,48 a 81,34 euro all’anno per ogni metro quadro a seconda del pregio delle diverse zone urbane.
Si può valutare quindi che per effetto degli impianti affissionstici di grandi dimensioni ogni anno vengano ricavati mediamente circa € 200.000,00 tenendo conto sia dei Contributi di Miglioria che come introito I.C.P.
Ovviamente per gli impianti gestiti direttamente dal Comune (o dalla propria Concessionaria) non sono dovuti gli oneri richiesti ai provati.

3. la città è sempre più “invasa” da affissioni pubblicitarie: manifesti sui pali della luce, inserzioni negli incroci stradali, frecce che da direzionali diventano pubblicitarie, ecc.ecc.
Effettuate costantemente un monitoraggio anche per riscontrare se poi queste siano o meno in regola con i pagamenti delle dovute imposte?

R. (ass. Gesualdi) : Non mi risulta che la città appaia come “invasa” dalle affissioni pubblicitarie e anzi ritengo che, entro certi limiti, i cartelloni pubblicitari abbiano contribuito a determinare anche a Potenza la nota di colore e l’effetto di allegria e di festosità urbana che caratterizza ogni città moderna.
Ciò detto non posso neanche nascondere che occorre ancora molto lavorare per scongiurare abusi o effetti indesiderati; a tale scopo abbiamo di recente approvato una variante al Regolamento e la nostra manovra innovativa sarà al più presto completata con l’approvazione del cosiddetto PRIP (Piano regolatore degli Impianti Pubblicitari), che sta redigendo la CE.R.IN. società aggiudicataria della gara per la concessione dei servizi di gestione, accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti di affissioni.
Questo piano è di vitale importanza perché oltre ad integrare la pianificazione già avviata e sperimentata con successo andrà a disciplinare la materia, così che gli impianti pubblicitari, ora ripartiti in maniera diffusa su tutto il territorio urbano, vengano ridistribuiti tenendo presente l’estensione dei quartieri e il relativo numero di residenti.
I piccoli cartelli sistemati sui pali della luce, ad esempio, pur essendo autorizzati solo per brevi periodi ed in serie massime di cinque elementi, con divieto assoluto di ingombrare aiuole o incroci; vengono talora posizionati dagli operatori in modo improprio.
Circa le frecce viarie, sia istituzionali che commerciali, vorrei precisare che esse sono espressamente previste dalle norme vigenti e servono a indirizzare gli utenti verso le attività commerciali o verso i vari uffici della città. Il Comune ha affidato tale servizio a un solo operatore per scongiurare installazioni caotiche, ma occorre ora razionalizzare l’eccessivo affollamento di frecce direzionali che si registra (come è facile immaginare) in corrispondenza degli accessi alla città.
Per quanto riguarda, poi, gli introiti spettanti al Comune vorrei assicurare che l’Amministrazione riscuote le dovute imposte per tutti gli impianti pubblicitari di qualsiasi tipo (sia che si tratti di poster, di cartelli temporanei o di frecce commerciali) tramite la propria Concessionaria, la quale effettua continui monitoraggi ed ha tutto l’interesse a “stanare” eventuali inadempienze poiché l’aggio che viene è commisurato proprio alle imposte in entrata.

4.  repressione dell’abusivismo
è noto che una azienda pubblicitaria, facente capo ad una società editrice di un quotidiano locale, ha installato(si presume abusivamente, in aree di competenza ASI), Poster   6 e 12×3. Quali sono gli sviluppi sulla vicenda? Negli ultimi 3 anni, avete mai emesso ed eseguito determinazioni di rimozione per impianti pubblicitari abusivi?

R. (ass. Gesualdi) :  L’installazione in assenza di Autorizzazione comunale di impianti affissionistici di grandi dimensioni è un fenomeno finora sconosciuto a Potenza, e mi risulta che esso sia limitato al solo caso da lei citato.
Gli uffici hanno emesso una ordinanza di rimozione degli impianti non autorizzati e da ciò è scaturito un ricorso giurisdizionale che attualmente in corso di discussione presso il TAR di Basilicata e questo è stato uno dei motivi per il quale il Comune in ossequio alle prerogative dell’adito TAR non ha inteso intraprendere fino ad oggi alcuna azione repressiva ed ha rinviato la rimozione in danno dei cartelloni, in attesa delle determinazioni del citato tribunale.
In sostanza l’operatore privato sostiene che il Comune non abbia titolo a intervenire con proprie Autorizzazioni all’interno dell’Area Industriale, mentre il nostro Ufficio Legale ci ha confortato con il proprio parere, ritenendo perversa una simile ipotesi.
In effetti, se la posizione di chi ritiene di operare in un qualsiasi ambito urbano senza vincoli comunali, fosse estesa alle estreme conseguenze, verrebbe intaccato il principio costituzionale secondo il quale il Comune è detentore di una insostituibile funzione di indirizzo e di controllo di tutti fenomeni di trasformazione territoriale. In tal caso sarebbero pesantissime le ricadute in ordine al possibile riordino e all’armonia dello sviluppo della città.

5. Come è possibile la presenza di Poster 6e12x3 in palese violazione del codice della strada, (si vedano in particolare l’art.23 del codice “dlgs. 285/1992” e l’art. 51 del regolamento di attuazione  “D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495”) alcuni dei quali rappresentano anche un pericolo per gli automobilisti?
Impianti che tardano ad essere rimossi, e comunque ne viene consentito e tollerato l’utilizzo a fini commerciali da parte delle società che li hanno installati!
Guarda la strada... NON ME!
R. (arch. Grano) : Le norme del Codice della Strada sono certamente molto cogenti lungo le strade extraurbane, mentre il Codice stesso stabilisce all’art. 23 che all’interno dei centri abitati la stretta competenza sia dei comuni, che devono quindi tener conto delle particolari situazioni locali. L’art.. 51 del Regolamento di Attuazione (DPR 495/92) precisa poi che all’interno della città il principale vincolo è quello di posizionare gli impianti pubblicitari secondo il senso di marcia veicolare. Proprio a tal fine il nostro Regolamento fissa l’obbligo di ubicare gli impianti di grandi dimensioni esclusivamente su muri in cemento armato, su pareti cieche limitrofi alle strade o a mascheramento di zone degradate. Questa scelta non solo garantisce le condizioni di sicurezza, ma produce effetti molto positivi sul piano ambientale ed estetico, sussistendo l’onere per gli operatori di provvedere alla pitturazione e riqualificazione dei siti.

R. (ass. Gesualdi) :in conclusione colgo l’opportunità per comunicare le modifiche apportate al regolamento sulla pubblicità in attesa dell’adozione del PRIP. E’ stata introdotta la pubblicità su automezzi a motore definiti “VELE”, stabilendo, tra l’altro, l’obbligo che la “sosta su suolo pubblico non può superare i 60 minuti consecutivi”.E’ stato previsto  l’immediato oscuramento da parte dell’ufficio competente degli impianti abusivi non muniti di autorizzazione  assegnando, tra l’altro, un termine di 15 giorni per l’eliminazione o l’eventuale adeguamento.
Il contributo di miglioria  è stato commisurato ai metri quadri di superficie di impianto. Il rilascio delle autorizzazioni all’installazione di impianti ai soggetti abilitati è stato limitato e non deve superare ¼ (un quarto) della disponibilità prevista per ciascuna tipologia di impianti (vale a dire 500 mq. per impianti tipo poster e 250 mq. per i piccoli impianti).
L’auspicio è che con la prossima approvazione del PRIP si riesca, attraverso un incremento delle superficie pubblicitarie, a dare una risposta efficace alle molte domande di accesso pervenuteci, così da consentire l’apertura all’imprenditoria privata sia per favorire il meccanismo di competitività e concorrenza, sia per agevolare la qualità pubblicitaria e l’abbattimento dei prezzi evitando il monopolio.


Non solo 6 e 12×3

Il Servizio comunale delle pubbliche affissioni costituisce un servizio di pubblica utilità disciplinato dal D.Lgs. n. 507/1993, Capo I.
Il Comune di Potenza ha adottato negli anni diversi Regolamenti per la Pubblicità e le Installazioni Pubblicitarie, l’ultimo dei quali approvato con N. d’Ord.74 il 3/8/2007 (presenti n°28 Consiglieri su n°41 componenti il Consiglio comunale).
L’esigua presenza di impianti comunali destinati alle pubbliche affissioni, la irrazionale distribuzione nel territorio cittadino, con la quasi completa assenza di spazi in zone residenziali di nuovo sviluppo, sono la causa non solo della disaffezione da parte degli utenti (che si vedevano costretti, a prezzi ben più alti, a ricorrere alle aziende pubblicitarie private concessionarie di impianti sul territorio), ma anche del mancato gettito dei diritti nelle casse del Comune.
La Città di Potenza, al ripetersi di ogni tornata elettorale (politica, amministrativa, referendaria) viene ricoperta di manifesti abusivi su ogni parete od impianto disponibile, non riuscendo le strutture dei partiti, dei movimenti politici e sindacali e dei numerosi candidati ad osservare le regole imposte e ad utilizzare gli spazi a ciò predisposti dal Comune. Ne consegue che per un periodo di almeno 30/60 giorni a cavallo del voto, nessun luogo venga risparmiato dalla invasione selvaggia della carta, suscitando ovviamente la reazione dei cittadini e l’intervento degli organi di stampa a censurare siffatti comportamenti. Sostanzialmente “assenti” ci risultano essere stati i tentativi dell’Amministrazione volti ad ottenere dai soggetti interessati il rispetto delle regole, per cui si rende necessario ad ogni passaggio elettorale l’impegno delle Autorità comunali per la constatazione delle violazioni e la redazione di verbali da parte della Polizia Municipale nonché, successivamente, la necessità di dislocare la squadra incaricata della deaffissione e della pulizia dei siti invasi dalla carta. Il fenomeno si riproduce puntualmente, con le stesse dimensioni, ad ogni successiva tornata elettorale. Va peraltro considerato che mentre il Comune è costretto a farsi carico dei notevoli costi mirati alla repressione del fenomeno, il Governo è intervenuto con apposito provvedimento legislativo volto a sanare le violazioni commesse fino al 31/12/2004 dai partiti e dai candidati, consentendo agli stessi di definire le procedure sanzionatorie attivate nei loro confronti, con il versamento di una somma simbolica. Finalmente, però, con la legge finanziaria 2007 (commi 176 – 178 dell’art.1, legge 27/12/2006, n. 296) il legislatore è intervenuto in materia positiva, ripristinando la responsabilità dell’abuso e, quindi, l’applicazione delle sanzioni, in capo sia al committente della pubblicità, sia al detentore del mezzo pubblicitario. In tal modo, si auspica che l’Amministrazione riesca ad intervenire rapidamente per la verbalizzazione degli abusi e per le procedure di rimozione e di recupero delle somme in danno dei trasgressori. A tal proposito, importante la recente Sentenza, Sez. II, 15/05/2007, n. 11115 in Cassazione civile “E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 23, comma 13-quater del Codice della Strada, posta in relazione all’art. 24 Cost., laddove consente all’autorità amministrativa la rimozione di cartelli pubblicitari senza la preventiva comunicazione al trasgressore, trattandosi di un provvedimento tipico a tutela della pubblica incolumità, in relazione al quale è differita la difesa dei diritti dell’interessato ad un momento successivo.”

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