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(01-01-2008) - CRONACHE -

MARINAGRI. Rispettiamo la natura o i posti di lavoro?

sul complesso turistico duro scontro tra ambientalisti, preoccupati delle presunte conseguenze future alle popolazioni ed imprenditori, costretti a licenziare le

le associazioni ambientaliste ed il Comitato di Difesa dei cittadini riuniti in comitato hanno espresso numerose riserve legate all’incompatibilità tra l’opera proposta e gli aspetti paesistici e naturalistici della zona, in relazione al fatto che:

  1. parte dell’area è “Sito di Importanza Comunitaria”;
  2. si è venuto a creare nel tempo un Habitat particolarmente interessante in cui l’avifauna sosta, nidifica e trova sostentamento e che tra le specie animalipresenti si annovera la lontra;
  3. la prevista struttura portuale altererebbe l’equilibrio delle aree golenali ed estuariali del corso di acqua favorendo l’erosione;
  4. l’area, per i suoi valori naturalistici e paesaggistici, è stata delimitata e sottoposta a maggiore tutela per cui le eventuali trasformazioni devono essere compatibili con quanto prescritto nella “Scheda di Ambito D” del Piano Paesistico del Metapontino approvata con L.R. n. 3 del 1990 (oggi modificato dal Consiglio Regionale della Basilicata);

L’area delle foci fluviali secondo l’Autorità di Bacino della Basilicata è classificata inoltre ad alto rischio di inondazione. Già nel 1998 il WWF Basilicata (prot. n.187 del8.6.98) con una nota indirizzata al Presidente della Regione Basilicata ed agli Assessorati Ambiente ed Infrastrutture, al Ministero dei Trasporti e della Navigazione, al Ministero dell’Ambiente ed alle Capitanerie di Porto di Taranto e Vibo Valentia, chiedeva di non assoggettare a procedura di concessione ai fini turistici e ricreativi le aree bio-Italy della costa ionica e di quella tirrenica, al fine di prefigurare effettive condizioni di tutela mediante idonea destinazione del demanio per fini naturalistici.

  • l’impatto ambientale:
    Studi più approfonditi sono stati effettuati dall’Università degli Studi della Basilicata ed in particolare dal Latibi che evidenziano lo scarso ripascimento naturale della linea di costa (…) un progressivo arretramento della linea di costa e una rotazione verso nord delle foci dei principali fiumi lucani.
    Secondo quanto sviluppato dalla Modimar tramite un programma numerico, la realizzazione del porto turistico a servizio del Villaggio Portuale “Akiris”, aumenterebbe notevolmente il fronte erosivo della linea di costa, con un arretramento di circa 100 m della foce del fiume Agri conseguente perdita di ampie zone fluviali e lagunari di scambio idrico e solido tra il fiume e il mare.
  • i rimedi peggiori del male..
    L’arretramento è così evidente ed accentuato che i progettisti hanno dovuto prevedere delle opere di mitigazione che però presentano un notevole impatto diretto sul fiume. Sono infatti previste delle iniezioni di 30.000 m cubi di sabbia l’anno (più di 3 m, cubi di sabbia al giorno) per i lripascimento artificiale della costa cui si aggiungono la realizzazione di tre pennelli aggettanti in mare della lunghezza di 20 m e una barriera longitudinale parallela alla costa della lunghezza complessiva di ben 920 m (760 m sommersi a quota -1.00 m e 160 emergenti).
    Lo scopo è quello di ridurre l’erosione della zona sotto flutto, dove insiste la foce dell’Agri, prelevando sabbia dalla zona sopraflutto che invece sarà interessata da un avanzamento della linea di costa a causa dello sbarramento in dossi dal molo destro del porto.

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