I mezzi del Gruppo Editoriale Lucano

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(21-12-2007) - primo piano, Vulture/Alto Bradano -

Per colpa di chi?

Chi chi ri chi, chicchiricchichi (Zucchero, 1995)

Noi giornalisti utilizziamo spesso e con enfasi quelle parole – gli aggettivi – per permettere ad una frase di specificare meglio l’accaduto. Per questa vicenda che, offende la dignità umana, non riesco a trovarne uno che permetta anche a Voi lettori, di comprendere la mortificazione e la rabbia che in questi giorni mi hanno trasmesso le tante vittime alle quali, la parola Basilicata a torto o a ragione, purtroppo non piace più.

Da lucani, orgogliosi di esserlo, abbiamo ritenuto doveroso dare loro la giusta attenzione negata anche dal servizio pubblico (come ci racconterà la sig.ra Palumbo). Ecco perchè ci auguriamo, vivamente, che in controtendenza con i tempi italiani, la giustizia faccia presto il Suo corso (3 le inchieste aperte dalle Procure di Potenza e Salerno e dalla Procura di Roma per diritto internazionale). Ho sentito la signora Antonella Palumbo, presidente della associazione “Ente Culturale Città Regia” di Cava de’Tirreni (Sa), dopo essere stata ospite a Mi Manda RAI3. L’intervista è stata lunga. Qui ne riporto un breve stralcio avendo preferito – per meglio far comprendere ai lettori – riepilogare i termini dell’intricata vicenda ne “I Fatti”

Allora sig.ra, come è andata in RAI ?
Sinceramente sono un po’ delusa. Da 3 giorni la città di Cava era in “subbuglio” per l’imponente presenza tecnica di Mi Manda RAI3. La scaletta comunicata prevedeva il nostro, quale primo argomento da trattare e per circa 25 minuti! Siamo quindi andati ritenendo, che ci sarebbero state le condizioni per affrontare molto più approfonditamente, la triste vicenda. Invece, il collegamento con Cava è stato brevissimo e senza dare voce ai nostri sbandieratori. L’ argomento è stato spostato a fine programma, dandogli solo 1/3 del tempo previsto.

Sia Voi che Anna Bartolini, Rappresentante italiana nel Consiglio dei Consumatori dell’Unione Europea, avete fortemente controbattuto il Presidente per le responsabilità, oggettive, che l’EFAB ha negato di avere.
Appena entrato, ha chiesto (ironicamente ?) di potersi accomodare dall’altra parte, quella di noi vittime. Anche l’unico, tra i quotidiani lucani, che hanno ripreso la notizia, il 16 dicembre ha scritto “…Barbaro, avrebbe dovuto occupare una poltrona dal lato degli accusatori…”.
Il conduttore si è riservato di rispondergli a fine intervento e dopo averlo ascoltato, giustamente, ha ribadito che il Suo posto resta nel “banco degli imputati”.
Sinceramente non ho gradito questo atteggiamento da “vittima”. Non esiste. Dopo quanto abbiamo subìto è stato come aggiungere la beffa al danno. Chi ha seguito la trasmissione, nonostante la breve durata, comunque ha capito come stanno veramente le cose.
A tal proposito, colgo l’occasione per smentire quanto pubblicato il 19/12 sempre dallo stesso Quotidiano che asserisce che “il pm Woodcock mi avrebbe ascoltato per ben 7 ore”.

Conosce la nostra Regione?

Una volta Le avrei risposto “purtroppo” non più di tanto. Oggi, l’ avverbio non lo aggiungerei. Molti componenti della associazione si sentivano “tranquilli” proprio perché la sig.ra Calitri si è presentata a nome e per conto di un Ente, termine forse impropriamente utilizzato, perchè sinonimo di “stato” nel linguaggio giuridico (ente morale, ente pubblico e/o ente ecclesiastico). A quanto scritto sui titoli nel corso del programma tv (Ente Fiera Basilicata) andava aggiunto “Autonomo” e quantunque non sarebbe bastato per comprendere che questa è una pura impresa privata ed in quanto tale, l’unico interesse/rapporto che può avere con le istituzioni è di natura commerciale! Anche per questa diciamo “stranezza”, avremmo gradito dalle istituzioni lucane una attenzione, seppur minima. Le uniche persone “pubbliche” che invece, ancora una volta voglio ringraziare, sono in primis l’europarlamentare Alfonso Andria ed il consigliere Martin Brook dell’ambasciata italiana che insieme al deputato ci hanno permesso di rientrare in Italia

Spenti i riflettori, accesi sul caso quasi unicamente da testate non lucane, sia locali che nazionali, solitamente si rimane “soli”. Per intanto nel ringraziarLa per la disponibilità le prometto che almeno il nostro quattordicinale, sino alla fine seguirà la vicenda. Lei, sente di avere ancora forza per “combattere”?
La nostra è una associazione senza scopo di lucro. Per conto di questo Ente (ndr. EFAB) io con altri 87 italiani siamo stati mortificati e sequestrati in un albergo in Grecia. Non è stata cosa piacevole. Mi sono addirittura licenziata per dedicarmi solo a questa inchiesta. Arriverò alla fine e, non so come, non so quando ma sicuramente, l’EFAB o chi per essa, pagherà!

La vicenda ricostruita, al di là dei fatti e dei misfatti, è paradossale. Ai limiti tra farsa e tragedia. Senza additare colpe, innocenti o colpevoli e, soprattutto, come conviene ad un giornalismo neutrale, ma che offre comunque un’opinione, bisogna mettere in evidenza alcuni aspetti significativi:
• la tempistica che dà adito a riflessioni.  Il presidente dell’EFAB, Barbaro, ha ribadito di aver cominciato ad avere rapporti professionali con la Calitri solo nell’ottobre 2007, nonostante le lettere recanti l’intestazione dell’Ente Fiera Autonomo di Basilicata siano state esibite dalla Calitri alla Palumbo nell’agosto dello stesso anno !
• la “leggerezza” con cui ci si lascia rappresentare (“…mi è sembrato che parlava bene il Greco…” Come ribaditogli anche in RAI, tanto può bastare per scegliere professionalmente il partner di una operazione così “delicata”?
Intanto, la cosa incontestabile é che, di furbetti e simili, non ce ne è più bisogno.


I perché della Associazione “Ente Culturale Città Regia” verso l’EFAB “Ente Fiera
Autonomo Basilicata”L’auto del proprietario dell’albergo greco blocca il ritorno a casa degli sbandieratori

• Lettera sottoscritta dal presidente dell’EFAB illustrativa dello spirito della manifestazione da tenersi in Grecia ed esibita dalla Calitri per convincere i gruppi partecipanti della validità e serietà dell’iniziativa. La lettera presentata dalla Calitri alla Palumbo a testimonianza dei rapporti intercorrenti con l’EFAB risale all’agosto 2007, mentre il presidente Ferdinando Barbaro ha affermato di aver fatto conoscenza personale della Calitri, nell’ottobre 2007.

• Proposta e condizioni di partecipazione alla manifestazione recante l’intestazione dell’EFAB.

• Rassicurazione sulla conoscenza da parte dell’Ente dell’iniziativa promossa in collaborazione con la Calitri che un collaboratore dell’EFAB aveva dato al Presidente dell’associazione “Murgantia AG” di Benevento che lo aveva contattato telefonicamente in data 10/10/2007 dopo aver versato l’anticipo.

• Possesso da parte dell’EFAB dell’assegno personale della Palumbo consegnato in bianco alla Calitri e restituito dall’Ente solo in data 23/11/2007 e di cui non si riesce a comprendere a quale titolo veniva detenuto.

• Circostanza dell’assegno a firma dell’EFAB srl dell’importo di 36.000,00 euro post datato al 31/12/2007 che il legale dell’Ente aveva consegnato alla Calitri.


i FATTI

L’“Ente Culturale Città Regia” promuove la cultura e le tradizioni locali in tutte le sue espressioni folcloristiche, tradizionali e sportive, attraverso l’attività e la maestria di sbandieratori e di musici del posto. All’inizio di agosto 2007, la signora Calitri Raffaella di Acerenza (Pz), contatta la Palumbo qualificandosi come Presidente di una costituenda associazione internazionale “Kepha”, operante in collaborazione con l’EFAB (Ente Fiera Autonomo della Basilicata). L’offerta: l’opportunità, per l’associazione di sbandieratori e musici, di partecipare ad una iniziativa interamente sponsorizzata dall’Ente Autonomo lucano attraverso i fondi di finanziamento europei previsti per questo tipo di eventi da una Legge Regionale della Basilicata. Nello specifico, si trattava, al dire della signora Calitri della selezione per gruppi folcloristici ed associazioni bandistiche da svolgersi ad Atene nel 2007, nell’ambito di una più ampia manifestazione internazionale “Oscar internazionale della cultura dei Paesi del Mediterraneo” in programma per il 2008, organizzata dalle Autorità greche in concorso con gli Enti e le associazioni italiane. A conforto di quanto esposto, la signora di origini lucane mostrava la copia di una lettera sottoscritta dal Presidente del consiglio di amministrazione dell’EFAB srl, Fernando Barbaro.

Lo stesso invito la signora Calitri lo aveva proposto anche a Michele Del Vecchio, referente di un’altra associazione culturale, la “Murgantia AG” con sede in provincia di Benevento.
Tra le condizioni per la partecipazione dei gruppi la Calitri, chiedeva inizialmente l’esborso di una quota pro-capite di 250,00 euro per un soggiorno settimanale ad Atene”. Una spesa esosa per il gruppo del Comune salernitano, tanto da spingere il suo presidente a chiedere alla Calitri se ci fosse la possibilità che l’Ente organizzatore potesse caricarsi interamente dei costi previsti.Sbandieratori

Alla fine di settembre la Calitri, presentando una nuova lettera con l’intestazione dell’EFAB  dichiarava di aver contattato il presidente Barbaro e che la quota da pagare pro-capite come anticipo era di 180 euro a titolo di spese di viaggio e portuali che, una volta giunti ad Atene sarebbero state, da lei stessa rimborsate per conto dell’EFAB. Il programma: un soggiorno di 4 giorni in Grecia all’Hotel Nireus ed in quello di Acquamarina. Due giornate, una per il viaggio di andata ed un’altra per il ritorno da effettuarsi con la compagnia navale “Superfast Ferries” e la società di trasporto su gomma, il “Centro Sud di Oppido Lucano”.

Il 10 ottobre la Palumbo consegna alla Calitri un acconto di 5.000,00 euro in contanti a titolo di spese di viaggio per 88 persone, di cui 62 dell’Associazione di Cava de’Tirreni e 26 appartenenti all’associazione gemellata con quella della Palumbo, i “Musici e sbandieratori di Santa Margherita d’Adige”, della provincia di Padova.
La Calitri le rilascia una ricevuta sempre con la carta intestata dell’EFAB e richiede un ulteriore versamento di 560 euro da effettuarsi tramite vaglia postale on line, a favore di Canopoli Maria della provincia di Sassari per la prenotazione della nave.

Al 30 ottobre 2007, il giorno precedente al viaggio, la Calitri era in possesso di un assegno in bianco del valore di 10.840,00 euro pagato dall’Associazione di Cava de’Tirreni e di altri 8.280,00 versati dal presidente della “Murgantia AG”, Vincenzo Cocca.


i MISFATTI

Il 31 ottobre è il giorno della partenza per il folto gruppo di salernitani e padovani.
Inizia la serie di stranezze e “fattacci”: il pullman prenotato dalla Calitri non è quello della società di Oppido il cui titolare, da noi interpellato, dichiara di non aver effettuato il viaggio perché non pagato. I posti a sedere non sono a sufficienza per il trasporto dei partecipanti, diretti al porto di Bari per l’imbarco che avviene comunque, con enorme ritardo e disagio, ma non sulla “Superfast Ferries”. Gli ignari rappresentanti delle tradizioni campane si ritrovano a viaggiare sulla nave della linea “Ventures”, poco più di un vascello per il trasporto merci che sarebbe attraccato, tra l’altro, lontano da Patrasso, a 600 chilometri dall’albergo di destinazione. Il giorno successivo, il gruppo viene dirottato su di un altro hotel in località di Vravrona e, qui, viene richiesto loro di pagare direttamente a spese proprie, visto che la Calitri non aveva effettuato alcun pagamento. La spesa ammonta a 9.760,00 euro. Dopo altre numerose peripezie, interventi di europarlamentari e ambasciatori italiani in Grecia, i gruppi di Cava de’Tirreni, Benevento e di Padova vengono a sapere del fatto che nessuna esibizione internazionale di gruppi ed associazioni italiane era stata prevista od autorizzata dalle autorità greche.
Finalmente, il 5 novembre il gruppo di sbandieratori riesce a tornare in Italia, ma qui ulteriori scoperte a confermare ulteriormente il raggiro. Il presidente dell’Associazione di Cava de’ Tirreni contatta, volta per volta, tutti gli “intermediari” della vicenda per ottenere almeno delle spiegazioni per l’accaduto. Dalla direzione della compagnia di trasporto navale, la “Superfast Ferries”, arriva un fax inviato alla signora Calitri, nel quale si precisavano l’importo per la prenotazione del viaggio di andata e ritorno per il gruppo. Un importo mai pagato dalla signora Calitri che, tra l’altro, aveva contratto un debito anche con una signora di Valledoria, in provincia di Sassari: Canopoli Maria.
Alla signora sarda erano state versate mezzo vaglia 560,00 euro per la prenotazione della Superfast Ferries, ma questo importo serviva a saldare un debito che la Calitri aveva precedentemente contratto con lei, proprio in occasione di un viaggio similare. Sempre in Grecia.

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