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Grandi sprechi: opere incompiute o inutilizzate

Cosa sono le incompiute? Solenni ouverture musicali tipo la nona di beethoven? No, non esageriamo, si tratta di qualcosa di molto più profano… A scuola non lo insegna più nessuno, nessuno ne parla, meglio tenerle nascoste… sono delle indecenze, delle vergogne che dovrebbero fare arrossire i responsabili di questi scempi… che non pagano mai.
Sono quelle opere non ultimate o abbandonate, inutilizzate, lasciate alla rovina, ma tutte pagate dalla collettività. Con chi ce la possiamo prendere per queste follie? Chi sono i responsabili?
Inutile andare troppo indietro, partiamo dagli anni ‘80. Clamorosi esempi di allegra gestione sono senz’altro le due Delibere, del 6 febbraio 1986 (Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26.03.1986) e del 12 maggio 1988 (Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21.06.1988), con le quali furono stanziati dal CIPE, ingenti importi destinati allo “sviluppo”: Fondi F.I.O. (Fondi Investimento Occupazione). Circa 11.000 miliardi di lire (di cui 500 miliardi per la Regione Basilicata): cosa produssero?
La “cabina di regia” fu il Comitato Interministeriale della Programmazione Economica che con la logica dell’emergenza ovvero somma urgenza ovvero gestione commissariale ovvero ricorso alla “procedura dell’Appalto concorso”, permetteva di dribblare i tanti controlli previsti dalla gestione ordinaria. I lavori venivano liquidati “a corpo” e non “a misura”. Così si evitava ogni effettiva verifica sulle opere realmente eseguite ed approvate senza un “vero” progetto (poiché l’avvio dei lavori, pena la revoca del finanziamento, doveva avvenire entro soli 4 mesi!) Grazie a questa norma, i 500 miliardi di lire (Fondi FIO) spesi in Basilicata negli anni 80 per “Sistemazioni idrauliche” lungo i fiumi lucani – produssero opere di cui è difficile trovare traccia; liquidate “a forfait”; realizzate a metà ma pagate per intero o due volte tant’è che l’allora deputato Nicola Savino, in una interrogazione parlamentare (n. 5-01750 del 13.10.1989), esprimeva anche questa inquietante preoccupazione: “l’adozione del metodo della contabilizzazione “a corpo” e non “a misura”, per quanto legale, rende tanto superficiali i controlli da consentire guadagni illecFiume in agro di Calcianoiti, i quali possono innescare processi di degrado sociale… e fenomeni di criminalità diffusa”.
In questi 20 anni, si è però aggravata la situazione idraulica lungo il Basento, in special modo nei tratti di Calciano e di Grassano (dove in località “Giardini” sono ormai ricorrenti le inondazioni che distruggono raccolti e terreni agricoli. A tal proposito ci risulta che l’Ufficio Geologico ed Attività Estrattive presso il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, abbia approvato dal 2002 un intervento che però … ancora non esegue!!!) e sono sempre più ricorrenti le esondazioni fluviali per la mancata pulizia degli alvei, dovuta ad abbandono e incuria.

Resta anche il gravissimo rischio dell’intera fascia ionica lucana: una pianura attraversata da cinque fiumi, che si estende per 40 Km e che andrebbe messa in sicurezza, secondo gli esperTi bonificando il reticolo idrografico e facendo pulizia della vegetazione che si è sviluppata in alveo e che ha trasformato quei tratti fluviali in veri e propri boschi: vegetazione che fa da tappo al deflusso delle acque ed è la vera causa di straripamenti e inondazioni già costati 10 milioni di euro (novembre 2004/Metapontino, Ordinanza del 18.01.2005).
Restando sul “bagnato”, seppure in altro contesto, da non dimenticare il rapporto dell’Inea (giugno 2002) che già delineava un quadro drammatico: le acque disponibili calano a picco. Rispetto all’anno precedente, meno 56 per cento tant’è che la Basilicata diventò persino oggetto di studio. Fu infatti inserita in un progetto europeo antidesertificazione per studiare le scelte sbagliate che hanno portato la Lucania a somigliare sempre più al Sahara!!!
Che cosa è in fondo un´opera mai finita se non anche espressione di una perversa creatività, di uno stile?!


In attesa di un padrone

Palazzetto dello sport di contrada Lavangone (Potenza)Il palazzetto dello sport di contrada Lavangone a che punto è? Una domanda ricorrente degli appassionati e degli addetti ai lavori. Nessuno lo sa. L’unica cosa certa resta il costo iniziale pari ad € 7.039.000 e la gestione da parte della Comunità Montana Alto Basento. In corso d’opera fu approvata una variante per l’esecuzione di altri lavori per un importo di € 1.320.580: attualmente i lavori eseguiti e pagati ammontano ad € 5.939.568. La Regione Basilicata, a distanza di 14 anni ha fatto (dopo diverse sollecitazioni) inserire il Palazzetto dello Sport nell’ASSE 4 – La creatività – del Patto per i Giovani, perché diventi polo per la realizzazione di grandi eventi culturali, stabilendo per il completamento e l’adeguamento della struttura un nuovo finanziamento pari ad € 1.350.000, da erogare nel 2007, e che si aggiunge allo stanziamento iniziale di € 8.360.404. I giovani del 1993 hanno visto sfumare questa opportunità. Nel terzo millennio dovrebbe essere individuata la data per la sua inaugurazione, ma stando ai fatti è più probabile che resterà un monumento incompiuto. D’altronde se non si è fatto nulla fino ad oggi con due squadre del capoluogo che militano in B1 figurarsi se un domani non ci saranno nemmeno quelle.  Per chi ha avuto la fortuna di vedere la struttura da vicino sa benissimo che bisognerà aspettare ancora qualche anno per vedere i lavori ultimati. Bisogna inoltre considerare che le opere in tanto sono utili e funzionali alla crescita di una comunità se sono realizzate nei tempi previsti. In caso contrario sono superate dai tempi e dai bisogni mutati della società. C’è sicuramente una grave responsabilità politica in questo ennesimo spreco di risorse pubbliche, ma c’è anche una mancanza di attenzione per i cittadini che si aspettano tanto per migliorare la qualità della loro vita. Completare il Palazzotto di contrada Lavangone non significa dare solo una risposta a tanti sportivi, ma anche un modo per creare un’ulteriore area attrezzata per lo sport, il tempo libero ed allargare le opportunità di divertimento. Non mancherebbero ulteriori ricadute professionali e commerciali. Basti pensare che il palazzetto si presterebbe anche per organizzare concerti e manifestazioni di grande richiamo. In questo senso il complesso è funzionale alla realizzazione del Patto con i giovani (come suggerisce la Regione) perché ne diventa il canale principe di informazione, promozione e  lancio. Il potenziamento delle strutture esistenti con idonee attrezzature ed opere migliorerà l’accessibilità. Tale palazzetto potrà in tal modo diventare polo per la realizzazione di grandi eventi spettacolari, fermo restando che si trovi un gestore.


Stanziamenti autorizzati tra il 2000 e il 2005 che fanno… riflettere:

• £.200.000.000 per la “promozione e la tutela dell’identità culturale delle comunità Arbereshe” presenti nei comuni di Ginestra e San Paolo Albanese
• l’esistenza di don Giuseppe De Luca è certamente passata inosservata alla totalità degli italiani. Ciò nonostante, il contribuente pagò 100 milioni per le celebrazioni del centenario della sua nascita decretate dalla Basilicata. Motivo? La necessità di esaltare “l’alto profilo culturale della sua opera”. Per i nostri amministratori fu assolutamente indispensabile “tramandare la sua memoria di scrittore, erudito, umanista e sacerdote” alle giovani generazioni
• £.150.000.000 all’Associazione per la storia sociale del Mezzogiorno per il progetto di libro “Storia della Basilicata dall’antichità all’età contemporanea”
• destinati £.150.000.000 per alimentare “i diritti di cittadinanza delle giovani donne e giovani uomini”;
• £.100.000.000 stanziati per promuovere manifestazioni in occasione della beatificazione del venerabile Domenico Lentini
• £.100.000.000 per il premio “Sapori lucani”
• la Basilicata eroga contributi agli imprenditori zootecnici e bovini per l’acquisto di “torelli destinati alla monta di razza podolica, giovenche gravide, caprini di razza maltese” (£.350.000.000)
• £.20.000.000 al circolo ricreativo dei dipendenti regionali.


i FATTI

Ad un’interrogazione del deputato Radicale Cappato sulle possibili frodi che riguardano l’utilizzo dei fondi strutturali destinati alla Basilicata, questa la risposta della Commissione Europea: “l’ammontare complessivo dei fondi strutturali concessi alla regione Basilicata per il periodo di programmazione 2000/06 è stato di 848.035.000€ . Al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) sono stati allocati 433.885.000 €, ossia il 51,16% del totale, mentre al Fondo sociale europeo (Fse) e al Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia – Orientamento (Feaog) sono stati destinati rispettivamente 220.900.000€  (26,05%) e 193.250.000€  (22,79%). La quota attribuita alla regione Basilicata corrisponde quindi al 2,5% del totale dei fondi comunitari concessi all’Italia per il periodo di programmazione 2000/06”.
La precisazione del deputato riguarda il crescente numero di irregolarità segnalate. La Commissione sostiene che sia fondata! Nel solo anno 2006, infatti, in Basilicata sono state riscontrate 80 irregolarità (l’11% del numero totale di irregolarità commesse sul territorio italiano), e ben 79 di queste sono state classificate dalle autorità italiane come presumibilmente fraudolente, per un importo stimato a circa 3,7 milioni di euro (l’1,6% del totale a livello nazionale, percentuale minore rispetto al numero di irregolarità riscontrate). La maggior parte dei casi segnalati riguarda frodi ai danni del Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia – Orientamento. Nonostante le statistiche mostrino un sostanziale aumento dei casi di sospetta attività fraudolenta ai danni di questo Fondo in particolare, la Commissione è tuttavia confortata dal fatto che le autorità preposte al controllo abbiano rilevato e segnalato tutti questi casi di presunta irregolarità. Per di più, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha segnalato alla Commissione di avere un solo caso di follow-up legato alla regione Basilicata e nessuna procedura investigativa in corso. Le autorità italiane non hanno infatti richiesto l’assistenza dell’Olaf per condurre le investigazioni sui Fondi strutturali alla Basilicata. La stessa Regione – attraverso il punto centrale di coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri – ha segnalato all’Olaf 93 irregolarità relative al periodo di programmazione 2000/06.


i MISFATTI

La Commissione europea farà luce sul caso dell’alunno del corso per autoriparatore (organizzato dalla Regione con fondi UE) inviato a seguire il tirocinio presso un autolavaggio. “In esito alle informazioni fornite su un’azione di formazione finanziata tramite il fondo sociale europeo nella regione Basilicata – ha annunciato l’eurocommissario Vladimir Spidla – la Commissione ha sollecitato alle competenti autorità regionali alcuni chiarimenti vertenti in particolare sui criteri utilizzati per la selezione delle persone ammissibili alla formazione, nonché sulle imprese che hanno partecipato a tale azione. La Commissione potrebbe trovarsi nella situazione di dover adottare i provvedimenti del caso qualora venissero costatate irregolarità o malversazioni.” Nella vicenda emerse poi anche che otto tirocinanti erano mogli e figli dei titolari delle ditte scelte per il tirocinio.

Ferrovia Matera-Ferrandina, costo 270 milioni di euro, inizio lavori 1984
Nella Val Basento, ci sono 20 chilometri sui quali, dal 1986, sono stati spesi 530 miliardi di lire. La linea ferroviaria non funziona, ma sono stati costruiti 2 ponti , uno, il più lungo d’Italia, di 110 metri a campata unica che Sgarbi, invitato a Matera da le Iene, definì “Il ponte suicida nato per, morire”. Valore di 100 miliardi. Entrambi inutilizzati.
Per quanto riguarda Matera, la sua stazione è un casermone vuoto, con un enorme piazzale merci e nessun binario. Lo scalo di Ferrandina, inaugurato il 15 dello scorso dicembre e chiuso il 21 gennaio, è stato rimesso a nuovo con 6 binari, pensiline, bagni, sala d’aspetto, sotto-passi e scivoli per disabili. Per la stazione erano stati spesi 7 milioni di euro (500 milioni di lire per ogni giorno d’apertura!!!).
Dopo un sopralluogo del 2004 da parte dell’Uver (Unità di verifica degli investimenti pubblici), è stata rilevata la criticità della situazione, ma è stato assicurato che la linea sarà attiva nel 2008.

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